
"State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi". (1 Tes 5, 16-18).
La Preghiera è un atto interiore che comporta, all'inizio, una violenza alla nostra materialità, al nostro modo di vivere e pensare, ma quando si è imparato a pregare la nostra vita cambia totalmente.
L'esercizio costante della preghiera rafforza la nostra capacità di concentrazione, aumenta il nostro autocontrollo, ci da una maggior chiarezza negli avvenimenti e nelle decisioni da prendere.
La preghiera esige una costante verifica del nostro comportamento che diventa il metro di misura della nostra preghiera: se ho pregato bene la pace di Dio che è entrata in me si evidenzia nel mio agire.
Gesù ci ammonisce che la sua pace non è assenza di preoccupazioni, ma attingere forza da Lui, vera pace, nella preghiera per poter vincere tutte le nostre incertezze e turbamenti, confidando in Lui.
Molte volte il nostro modo di vivere agitato e sconclusionato ci porta ad una notevole perdita di tempo.
Quante volte ci è capitato di dover rimediare ad un'azione sbagliata. Molti nostri guai derivano da una mancata concentrazione, dal nostro nervosismo. Quando iniziamo a perdere l'autocotrollo vuol dire che siamo carenti di preghiera. Tutti i nostri atti di carità se non sono sostenuti dalla preghiera costante diventano atti umani, nutriti dalla preghiera si trasformano in atti graditi a Dio.
Quando comprendiamo l'urgenza della preghiera e ne sentiamo il bisogno profondo, insostituibile con nessun altro mezzo, possiamo ringraziare Dio perché il nostro cammino spirituale non subirà degli arresti.
Se il Signore ci ammonisce nella Sua Parola: "pregate incessantemente", vuol dire che questa è una necessità del nostro spirito che non dobbiamo trascurare.
Fare della nostra vita un continuo desiderio di Dio, un assoluto irrinunciabile bisogno interiore, vuol dire diventare contemplativi nell'azione.
Ed ora soprattutto in questo tempo così distratto dalla realtà di Dio se non siamo cristiani contemplativi, siamo cristiani insipidi, non diamo il sapore di Dio alle nostre azioni e rimaniamo invischiati nella vuota materialità che ci porta al non senso della vita.
Se impariamo a respirare all'unisono con Dio nel desiderio di cercarlo in tutto, gli avvenimenti devono diventare il libro nel quale impariamo ad apprendere la volontà di Dio per noi e le persone devono diventare maestri di comprensione spirituale, perché dalle gioie e sofferenze che comporta l'amare il prossimo, noi cresciamo nell'amore per Dio.
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