
Non sempre si ha voglia di guardare, non sempre ci si rende conto, quando si è nelle condizioni di “subire” la vita...
Quanto tempo ho camminato le vie del mondo (il mio piccolo mondo) con pesantezza, con tristezza, con rabbia. Quante domande nella mia testa cominciavano con un implacabile “perché”.
In poco più di tre anni e mezzo del cammino intrapreso al convento dei Frati Cappuccini di Tortona, all'inizio sembrava tutto bello, tutto nuovo; effettivamente non avevo mai respirato un'atmosfera così coinvolgente, nemmeno quando frequentavo il gruppo di “Rinnovamento nello Spirito Santo” della mia città (sono siciliana, il ché la dice lunga, se si pensa che i meridionali sono per tradizione più “caldi”). Sin dai primi primi giorni, sono stata colpita da problemi abbastanza gravi con dei vicini di casa, problemi che tutt'oggi si protraggono in tribunale. Se non avessi avuto il sostegno della preghiera e di quel “calore” che ricevevo durante la partecipazione all'Eucarestia, sarei stata pronta per crollare.
Le difficoltà si incontrano giornalmente, tuttavia la forza della Parola e degli insegnamenti mi fanno stare in piedi. Ci sono giorni più pesanti di altri, giorni davvero difficili, comunque non mi sento sola! La mia fortuna non la vedo quando sono insieme alle persone a cui voglio bene; la vedo invece quando sono per strada, sola, se mi soffermo a guardare i passi stanchi delle persone che incrocio, gli sguardi accigliati e una sorta di broncio, i visi “tirati” da preoccupazioni varie. Anch'io ero così, anch'io mi sono trovata a tirare avanti una vita di pesantezza, di disordine, di voglia di far niente, di veder niente.
Non so dire com'è cambiato tutto, ricordo però che tutto è iniziato quando, partecipando alla Messa, un certo sabato sera di febbraio, quando durante l'omelia una frase mi ha colpito in pieno petto facendomi spezzare il respiro in gola: “Ricordate che il male può tanto, ma Dio può tutto!”. Questa verità ha cambiato la mia vita senza che me ne rendessi conto. Tante cose d'allora mi hanno colpito; in questi ultimi mesi mi sono sentita presa di mira da alcuni fatti della vita che si sono concentrati in pochissimo tempo, ma gli insegnamenti ricevuti in questi tre anni e mezzo stanno dando i suoi frutti in questi ultimi tempi più che mai. Pregare chiedendo con fiducia il dono del discernimento mi sta aiutando a ripulirmi da intossicazioni da atteggiamenti sbagliati che avevo assunto con alcune persone, anche se ancora ho da lavorare su questo; sto ancora combattendo contro la pesantezza in certe giornate amare e difficili, ma ancora il conforto della Parola mi aiuta. Insomma, la mia vita non è cambiata, sono io ad essere cambiata, rischiando anche di perdermi (rischio da non sottovalutare mai). Sto ultimamente sperimentando anche i danni che può fare il seme della divisione e di come invece la separazione può rafforzare l'unione in spirito con persone il cui affetto è sincero e disinteressato... Si, è proprio un periodo difficile questo, periodo in cui l'aver aperto gli occhi in merito ad alcune situazioni e su alcune persone mi sta permettendo di mettermi in discussione.
In questo clima, la gioia la vedo come una necessità dell'anima, come un passo verso l'ignoto dilettevole, il bene che manca per arrivare alla Pace che ci occorre. Se penso che fino a tre anni fa ero praticamente allergica alla chiesa, che la vedevo quasi (Giovanni Paolo II a parte) come un covo pieno di persone poco chiare che ci nascondevano verità sconvolgenti (tutti danni di una divulgazione televisiva oppressiva e inneggiante al sospetto a tutti i costi), stento a riconoscermi. Cosa mi mancava? Magari qualcuno che mi guidasse alla “appartenenza” a Gesù dentro al Suo progetto chiamato “Chiesa”. Ho conosciuto alcune persone che si riuniscono per pregare, fanno catechesi, tengono discussioni su Gesù e sulla Bibbia senza una guida sacerdotale: pratica molto lodevole, per carità, ma fuori dalla chiesa di Dio le insidie e i pericoli si covano come nel popolo della chiesa, ma quale guida può essere più preparata di un sacerdote, un ministro di Dio, per aprire gli occhi, per rendere consapevoli e a cui, in certi casi, chiedere consigli nelle difficoltà? Il discorso fatto ai giovani da Benedetto XVI alla GMG di Colonia è stato preciso a questo riguardo: la buona fede non può esulare dalle responsabilità di rincorrere la fede buona!
Il lavoro da fare su me stessa è ancora tantissimo, la cosa però non mi spaventa, perché ho fiducia nelle parole del Signore, chiedo a Lui tanta forza e con umiltà amo pensare a tutto l'Amore di cui ho fino ad ora beneficiato come un minimo dell'Amore che mi aspetta tra le braccia del Padre. Spero solo di poterci arrivare senza perdermi per strada. Lui lo sa, mi ha fatta testarda, sa che userò tutta questa testardaggine per andare da Lui, ma se non mi aiuta nulla potrà mai farmi arrivare... e se io non permetto di ricevere il Suo “Aiuto” (lo Spirito Santo), non potrò arrivare mai. Una cosa è certa: Lui mi vuole, mi ha già voluta qui e si sa, non fa mai le cose a caso!
Abbraccio da Brigida.
Quanto tempo ho camminato le vie del mondo (il mio piccolo mondo) con pesantezza, con tristezza, con rabbia. Quante domande nella mia testa cominciavano con un implacabile “perché”.
In poco più di tre anni e mezzo del cammino intrapreso al convento dei Frati Cappuccini di Tortona, all'inizio sembrava tutto bello, tutto nuovo; effettivamente non avevo mai respirato un'atmosfera così coinvolgente, nemmeno quando frequentavo il gruppo di “Rinnovamento nello Spirito Santo” della mia città (sono siciliana, il ché la dice lunga, se si pensa che i meridionali sono per tradizione più “caldi”). Sin dai primi primi giorni, sono stata colpita da problemi abbastanza gravi con dei vicini di casa, problemi che tutt'oggi si protraggono in tribunale. Se non avessi avuto il sostegno della preghiera e di quel “calore” che ricevevo durante la partecipazione all'Eucarestia, sarei stata pronta per crollare.
Le difficoltà si incontrano giornalmente, tuttavia la forza della Parola e degli insegnamenti mi fanno stare in piedi. Ci sono giorni più pesanti di altri, giorni davvero difficili, comunque non mi sento sola! La mia fortuna non la vedo quando sono insieme alle persone a cui voglio bene; la vedo invece quando sono per strada, sola, se mi soffermo a guardare i passi stanchi delle persone che incrocio, gli sguardi accigliati e una sorta di broncio, i visi “tirati” da preoccupazioni varie. Anch'io ero così, anch'io mi sono trovata a tirare avanti una vita di pesantezza, di disordine, di voglia di far niente, di veder niente.
Non so dire com'è cambiato tutto, ricordo però che tutto è iniziato quando, partecipando alla Messa, un certo sabato sera di febbraio, quando durante l'omelia una frase mi ha colpito in pieno petto facendomi spezzare il respiro in gola: “Ricordate che il male può tanto, ma Dio può tutto!”. Questa verità ha cambiato la mia vita senza che me ne rendessi conto. Tante cose d'allora mi hanno colpito; in questi ultimi mesi mi sono sentita presa di mira da alcuni fatti della vita che si sono concentrati in pochissimo tempo, ma gli insegnamenti ricevuti in questi tre anni e mezzo stanno dando i suoi frutti in questi ultimi tempi più che mai. Pregare chiedendo con fiducia il dono del discernimento mi sta aiutando a ripulirmi da intossicazioni da atteggiamenti sbagliati che avevo assunto con alcune persone, anche se ancora ho da lavorare su questo; sto ancora combattendo contro la pesantezza in certe giornate amare e difficili, ma ancora il conforto della Parola mi aiuta. Insomma, la mia vita non è cambiata, sono io ad essere cambiata, rischiando anche di perdermi (rischio da non sottovalutare mai). Sto ultimamente sperimentando anche i danni che può fare il seme della divisione e di come invece la separazione può rafforzare l'unione in spirito con persone il cui affetto è sincero e disinteressato... Si, è proprio un periodo difficile questo, periodo in cui l'aver aperto gli occhi in merito ad alcune situazioni e su alcune persone mi sta permettendo di mettermi in discussione.
In questo clima, la gioia la vedo come una necessità dell'anima, come un passo verso l'ignoto dilettevole, il bene che manca per arrivare alla Pace che ci occorre. Se penso che fino a tre anni fa ero praticamente allergica alla chiesa, che la vedevo quasi (Giovanni Paolo II a parte) come un covo pieno di persone poco chiare che ci nascondevano verità sconvolgenti (tutti danni di una divulgazione televisiva oppressiva e inneggiante al sospetto a tutti i costi), stento a riconoscermi. Cosa mi mancava? Magari qualcuno che mi guidasse alla “appartenenza” a Gesù dentro al Suo progetto chiamato “Chiesa”. Ho conosciuto alcune persone che si riuniscono per pregare, fanno catechesi, tengono discussioni su Gesù e sulla Bibbia senza una guida sacerdotale: pratica molto lodevole, per carità, ma fuori dalla chiesa di Dio le insidie e i pericoli si covano come nel popolo della chiesa, ma quale guida può essere più preparata di un sacerdote, un ministro di Dio, per aprire gli occhi, per rendere consapevoli e a cui, in certi casi, chiedere consigli nelle difficoltà? Il discorso fatto ai giovani da Benedetto XVI alla GMG di Colonia è stato preciso a questo riguardo: la buona fede non può esulare dalle responsabilità di rincorrere la fede buona!
Il lavoro da fare su me stessa è ancora tantissimo, la cosa però non mi spaventa, perché ho fiducia nelle parole del Signore, chiedo a Lui tanta forza e con umiltà amo pensare a tutto l'Amore di cui ho fino ad ora beneficiato come un minimo dell'Amore che mi aspetta tra le braccia del Padre. Spero solo di poterci arrivare senza perdermi per strada. Lui lo sa, mi ha fatta testarda, sa che userò tutta questa testardaggine per andare da Lui, ma se non mi aiuta nulla potrà mai farmi arrivare... e se io non permetto di ricevere il Suo “Aiuto” (lo Spirito Santo), non potrò arrivare mai. Una cosa è certa: Lui mi vuole, mi ha già voluta qui e si sa, non fa mai le cose a caso!
Abbraccio da Brigida.
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